Protesi anca difettose

Sintomi protesi anca difettose e risarcimento dei danni

Hai subito un intervento chirurgico a manifesti sintomi legati a protesi all’anca difettose come infezioni o dolori insopportabili?

Per legge hai diritto ad un risarcimento!

Con il nostro team di avvocati specializzati ricevi l’assistenza necessaria per ottenere ciò che ti spetta.

 

 

Danno biologico protesi anca: quando spetta il risarcimento

I casi di installazione di protesi difettose all’anca (così come anche al ginocchio o al seno) sono sempre più frequenti e rientrano tra le ipotesi di malasanità e responsabilità medica.

I danni si verificano spesso a causa del mal posizionamento o al funzionamento errato della protesi, nonché dell’insorgenza di infezioni legate all’impianto stesso.

Ciò avviene il più delle volte per negligenza medica o per situazioni di diagnosi errata.

Quando sorgono questi problemi, il paziente che ne rimane vittima ha diritto ad un risarcimento per malasanità che comprende non solo il danno fisico, ma anche psicologico, per le menomazioni sulla qualità della vita e la quotidianità.

 

Come ottenere il risarcimento danni da protesi difettose

Per ottenere un risarcimento dei danni a seguito di un intervento mal eseguito con protesi all’anca difettose, occorre rivolgersi a un avvocato specializzato in questo settore e il nostro studio legale dispone dell’esperienza necessaria per gestire efficacemente questi casi.

Ecco come si procederà.

Per prima cosa invieremo la richiesta di risarcimento alla struttura sanitaria o al medico responsabile.

Se la richiesta non riceve risposta,  presenteremo un ricorso per accertamento tecnico preventivo (art. 696-bis c.p.c.) con lo scopo di trovare un accordo sull’ammontare del risarcimento.

Ma non finisce qui! Se l’accordo non verrà accettato avvieremo una causa civile.

Ti seguiremo il tutto il processo senza lasciarti mai solo e ti faremo ottenere giustizia.

 

La nostra assistenza

Consapevoli delle difficoltà che puoi incontrare nell’affermare i tuoi diritti, ci impegniamo ad ascoltarti attentamente e comprendere appieno le tue esigenze.

Ti offriamo la soluzione al tuo problema con:

  • un tentativo di conciliazione con la struttura medica per definire l’importo dovuto
  • l’introduzione di una causa civile, se non viene raggiunto un accordo

Sarai aggiornato costantemente sull’avanzamento della tua pratica e lavoreremo con determinazione per tutelare i tuoi interessi e farti ottenere il massimo risarcimento possibile.

Leggi su Trustpilot le esperienze di chi prima di te si è fidato di noi per soddisfare le tue stesse esigenze.

 

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Quali danni sono risarcirti in caso di protesi difettose dell’anca

Tra i danni oggetto di risarcimento per malasanità e protesi difettose, è importante distinguere:

  • danno patrimoniale, che include il rimborso delle spese sostenute per il trattamento, la perdita di guadagno durante la convalescenza e i costi per la correzione e riparazione del danno subito
  • danno non patrimoniale, che comprende il danno biologico, sia temporaneo che permanente
  • danno morale ed esistenziale, come ad esempio le modifiche dell’aspetto esteriore e la perdita di opportunità lavorative.

 

Protesi anca Zimmer e Depuy difettose

Tra i casi di protesi difettose, spiccano gli scandali riguardanti le protesi d’anca in metallo DePuy, ritirate dal mercato nel 2010.

Queste, impiantate in Italia dal marzo 2004, hanno dato luogo a numerosi risarcimenti per i pazienti coinvolti.

Essendo interamente in metallo, rilasciano ioni di cobalto e cromo, causando gravi reazioni avverse, tra cui avvelenamento e dolori muscolari.

Analogamente, anche le protesi d’anca Zimmer, realizzate in metallo e ritirate dal mercato, hanno provocato forti dolori e difficoltà di deambulazione nei pazienti, con elevati livelli di cobalto nel sangue, portando a tossicità e metallosi.

La giurisprudenza ha riconosciuto il nesso di causalità e ha confermato il diritto al risarcimento per i pazienti danneggiati.

 

Protesi anca titanio difettose

Le protesi Metal on Metal (MoM), costituite da due componenti metalliche che si sfregano durante il movimento, rilasciano microparticelle di ioni cromo e cobalto nel sangue, che possono risultare tossiche in elevate quantità.

Nonostante i noti effetti collaterali fin dagli anni ’70, le principali aziende produttrici hanno continuato a produrre e commercializzare queste protesi per la loro minore usura e maggiore versatilità, specialmente per pazienti giovani e attivi.

Tuttavia, era ben noto che questi vantaggi potevano comportare l’usura delle superfici meccaniche, con conseguente produzione e accumulo di ioni metallici e detriti nei tessuti peri-protesici.

Per tale motivo, chi ne è stato vittima ha diritto al risarcimento per i danni ingiustamente subiti.

 

 

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