Tempi risarcimento Malasanità

Quanto tempo ci vuole per ottenere un risarcimento per malasanità

Vuoi sapere quali sono i tempi di risarcimento per la malasanità?

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Quanto tempo per risarcimento malasanità?

I tempi per il risarcimento per malasanità possono variare a seconda delle circostanze.

Se la struttura sanitaria decide di raggiungere un accordo dopo aver ricevuto la richiesta, il risarcimento può essere ottenuto entro circa sei mesi.

La fase della mediazione è comunque obbligatoria perché permette di risolvere in modo rapido la questione e riduce lo stress per il paziente.

Se invece è necessario procedere con un’azione legale e portare il caso in tribunale, i tempi possono essere diversi.

Infatti, se si è verificato il decesso del paziente occorre valutare dettagliatamente il maggior importo dovuto per il risarcimento per la perdita del rapporto parentale.

 

Quanto dura una mediazione per malasanità?

La mediazione (regolata dal Decreto Legislativo n. 28/2010) ha una durata breve il più delle volte.

Infatti, dopo la presentazione della domanda all’Organismo di Mediazione, viene fissato un primo incontro tra i venti e i quaranta giorni successivi.

Se le parti decidono di accordarsi, la trattativa deve concludersi entro tre mesi dalla data della domanda.

Se invece non si è raggiunta un’intesa, è possibile procedere in giudizio.

 

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Risarcimento malasanità: da quando calcolare i tempi?

I tempi per il risarcimento in caso di malasanità partono dal momento in cui il danno diventa evidente o dall’atto dell’errore medico.

Questo non è sempre immediato, dato che alcune malattie hanno periodi di incubazione lunghi e si manifestano solo dopo molto tempo.

Ad esempio, l’epatite o l’HIV possono emergere molto tempo dopo una trasfusione di sangue infetto.

In tali situazioni, può passare parecchio tempo tra il contagio e la manifestazione della malattia, e ancor più tempo prima che una persona colleghi la malattia a un evento specifico come una trasfusione.

Non solo le infezioni come l’epatite o l’HIV, ma anche altri scenari possono vedere effetti dannosi ritardati, come l’uso di farmaci pericolosi, vaccinazioni con gravi conseguenze, esposizione a sostanze tossiche, o interventi chirurgici con effetti negativi a lungo termine.

Queste situazioni sono spesso definite malattie “lungolatenti”.

La Corte di Cassazione ha chiarito che il termine di prescrizione parte non dal momento dell’atto lesivo iniziale, ma dal momento in cui il danno diventa evidente e il paziente realizza che è collegato a un errore medico.

Malasanità risarcimenti: fino a quanto tempo posso richiederlo

In caso di errore medico, l’azione legale può essere rivolta sia contro il medico sia contro la struttura sanitaria.

La Legge Gelli-Bianco (art. 7) distingue due tipi di responsabilità, influenzando i tempi di prescrizione per il risarcimento e l’onere della prova:

  • Responsabilità della struttura ospedaliera: La struttura è responsabile per le azioni colpose o dolose dei suoi professionisti, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del Codice Civile. In questo caso, il termine di prescrizione per richiedere il risarcimento è di 10 anni. Si tratta di responsabilità contrattuale, e l’onere di provare che il danno era inevitabile spetta alla struttura
  • Responsabilità del medico privato: Se il medico opera privatamente, si applica la responsabilità extracontrattuale, secondo l’articolo 2043 del Codice Civile. Il termine di prescrizione per richiedere il risarcimento è di 5 anni. In questo scenario, è il paziente a dover dimostrare l’errore medico e la conseguente responsabilità del professionista per il danno subito.

 

 

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