Risarcimento danni per negligenza medica

Risarcimento danni per negligenza medica: quando spetta

Se hai subito un peggioramento delle tue condizioni di salute e intendi avanzare una richiesta di risarcimento per negligenza medica, il nostro team di avvocati esperti in  malasanità è a tua completa disposizione.

Ti assisteremo con competenza e professionalità, fornendoti un supporto legale costante e dedicato.

 

 

Quando si verifica la negligenza medica?

La negligenza medica si manifesta quando un paziente subisce danni fisici permanenti risultanti da errori che si sarebbero potuti evitare.

In situazioni particolarmente gravi, le negligenze mediche possono anche causare la morte del paziente.

Tra gli esempi di errori o negligenze riconosciuti figurano diagnosi errate, procedure chirurgiche inappropriate e infezioni contratte in ambiente ospedaliero.

Per tale motivo, la legislazione vigente tutela il diritto dei pazienti a ricevere un risarcimento per i danni ingiustamente subiti a seguito di tali errori.

 

Come richiedere il risarcimento danni per negligenza medica?

Per richiedere il risarcimento danni per negligenza medica, occorre inviare una lettera formale di diffida all’ospedale o al medico coinvolto, dettagliando specificamente gli eventi accaduti e le ragioni per cui si sospetta la mancanza di professionalità.

Il destinatario di tale comunicazione non è tenuto a rispondere entro un termine preciso né è obbligato a fornire una risposta.

Tuttavia, generalmente, si riceve un riscontro entro un mese dall’invio della lettera.

La risposta ottenuta può indicare la volontà dell’altra parte di valutare una possibile conciliazione, oppure può consistere nel rigetto della richiesta.

Solitamente, è nell’interesse di tutte le parti coinvolte giungere a una risoluzione prima di procedere in tribunale.

Se tuttavia non fosse possibile raggiungere un accordo sull’ammontare del risarcimento, potrebbe essere necessario avviare un procedimento giudiziario.

 

Come si svolge la conciliazione per il risarcimento dei danni?

Nel contesto di un accordo di conciliazione per casi di malasanità, l’ospedale o il medico imputato versa un risarcimento alla vittima in cambio della rinuncia a ulteriori richieste di indennizzo.

Spesso, dopo la richiesta iniziale, la vittima viene visitata da un medico della parte avversa per valutare la situazione. Basandosi su questa valutazione, viene formulata un’offerta di risarcimento.

L’accettazione dell’offerta e il relativo pagamento chiudono definitivamente la controversia, precludendo ulteriori azioni legali.

 

Come ti facciamo ottenere il risarcimento per negligenza medica

Comprensivi delle difficoltà incontrate nel far valere i diritti in caso di malasanità, siamo a tua completa disposizione per ascoltare le tue preoccupazioni e fornire un sostegno adeguato.

Con determinazione e competenza legale, ci adoperiamo per perseguire il risarcimento danni dovuto a negligenza medica.

Inizialmente, cercheremo di raggiungere un accordo con gli enti sanitari coinvolti; in assenza di una risoluzione amichevole, intraprenderemo le azioni legali necessarie per assicurarti il diritto al risarcimento.

Il nostro team di avvocati esperti ti fornirà un supporto specializzato, mantenendoti costantemente informato sullo sviluppo della tua causa e agendo nel tuo interesse.

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Quali sono i danni ospedalieri o medici risarcibili?

Affinché si possa avanzare una richiesta di risarcimento per malasanità, è essenziale che coesistano due elementi critici:

  • deve essere dimostrata la presenza di un errore commesso da un operatore sanitario, che sia documentabile e attribuibile alla sua condotta
  • l’errore medico deve aver causato un danno sostanziale e duraturo, influenzando negativamente la qualità della vita del paziente.

È fondamentale evidenziare che non tutti gli errori medici si traducono in danni permanenti e quantificabili.

Il paziente è tenuto a provare che l’errore ha avuto un impatto significativo e diretto sulla sua condizione di salute, risultando da una condotta imprudente, errata o negligente del professionista sanitario.

Tra gli esempi di malasanità potenzialmente risarcibili si annoverano interventi chirurgici non riusciti, diagnosi erronee o tardive, infezioni contratte in ambiente ospedaliero, errori nella prescrizione di farmaci, o procedure che causano lesioni neurologiche.

Ciononostante, ogni situazione deve essere valutata singolarmente per stabilire se soddisfi i criteri necessari per un’azione risarcitoria.

 

Come viene calcolata la liquidazione di un danno da responsabilità medica?

Il risarcimento per danni derivanti da responsabilità medica è regolato da parametri ben definiti, stabiliti dall’articolo 7 della legge Gelli n. 24/2017, e applicati in maniera obbligatoria e non discrezionale.

Per la quantificazione del danno, si fa riferimento ai criteri standardizzati previsti dalle tabelle di liquidazione del danno non patrimoniale utilizzate dal Tribunale di Milano.

 

A chi chiedere il risarcimento?

In caso di lesioni causate da negligenza medica, può essere complicato determinare il responsabile del danno e il termine entro cui avanzare la richiesta di risarcimento.

Le richieste di risarcimento possono essere indirizzate a strutture sanitarie, personale medico all’interno di tali strutture o medici in libera professione.

Se l’errore è imputabile a un medico in una struttura sanitaria, è consigliabile rivolgere la richiesta di risarcimento alla struttura stessa, che è in generale responsabile per i danni causati dai suoi medici.

Nel caso di medici in libera professione, la richiesta deve essere diretta al medico responsabile.

Per quanto riguarda i termini di prescrizione per avanzare una richiesta di risarcimento per negligenza medica, la legge prevede:

  • 10 anni se la richiesta è indirizzata a una struttura sanitaria o a un medico in libera professione
  • 5 anni se la richiesta è rivolta a medici dipendenti di una struttura sanitaria.

Il conteggio del termine di prescrizione inizia dalla data in cui il paziente viene a conoscenza del danno subito a causa della negligenza.

Ad esempio, nel caso di danni a un neonato durante il parto, il termine di prescrizione non inizia dalla data di nascita, ma dalla consegna ai genitori della cartella clinica che contiene il referto dell’esame per immagini che evidenzia il danno cerebrale.

 

Come si svolge la fase giudiziale per il risarcimento danni da negligenza medica?

La procedura giudiziaria relativa ai casi di negligenza medica si svolge secondo le norme del codice di procedura civile e generalmente comprende due fasi principali:

  • accertamento tecnico preventivo (atp): questa fase iniziale consiste in una perizia giudiziaria effettuata da un esperto nominato dal giudice. l’obiettivo è identificare i responsabili e quantificare il danno. se la perizia non individua responsabilità nella controparte, non è solitamente conveniente proseguire con ulteriori azioni giudiziarie. invece, se la responsabilità è attribuita alla controparte, il rapporto peritale può essere utilizzato come prova sostanziale o come supporto probatorio in un successivo processo per ottenere un verdetto.
  • giudizio: se, nonostante una perizia favorevole, non si riceve un’offerta di accordo soddisfacente dalla controparte, si può procedere con un processo mirato all’emissione di una sentenza. Il giudice si baserà prevalentemente sulla perizia dell’accertamento tecnico preventivo che ha attribuito la responsabilità alla controparte.

In caso di sentenza favorevole, la controparte sarà legalmente obbligata a compensare la vittima per tutti i danni come determinati e quantificati dal giudice, inclusi gli interessi legali dal momento del riconoscimento del danno fino al pagamento effettivo del risarcimento.

 

 

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