ricorso carta docente

Come fare ricorso Carta docenti precari

Vuoi presentare il ricorso per ottenere il bonus Carta Docente precari che non ti è stato corrisposto?

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La normativa sulla Carta Docente

La Legge n. 107 del 13 luglio 2016, art. 1 comma 121. che ha introdotto la Carta docente stabiliva inizialmente che questa spettasse solo ai docenti di ruolo.

Tuttavia, il Consiglio di Stato ha stabilito con la sentenza n. 1845 del 2022 che anche i docenti precari hanno diritto al bonus.

Sulla base di questa pronuncia sono stati moltissimi i Tribunali territoriali del lavoro in Italia che hanno riconosciuto e riconoscono a seguito di ricorso agli insegnati precari il diritto ad usufruire della carta del docente.

 

Chi può fare ricorso Carta del docente

Per poter aderire al ricorso per la Carta docenti, è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • Aver lavorato come docenti a tempo determinato, in qualsiasi ordine e grado scolastico, con servizio statale alle dipendenze del MIM, inclusi coloro che hanno svolto supplenze brevi o occasionali le cui proroghe hanno permesso di completare l’annualità
  • Essere docenti di ruolo, anche se appena assunti, che intendono recuperare il bonus Carta docenti non ricevuto per gli anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato alle dipendenze del MIM.

 

La nostra assistenza gratuita

Comprendiamo appieno le sfide che affronti nel far valere i tuoi diritti e siamo qui per ascoltarti e alleviare le tue preoccupazioni.

Ci impegniamo a rendere l’accesso alla giustizia più semplice e conveniente per tutti, eliminando costi e rischi per i nostri clienti.

Dopo una valutazione gratuita del tuo caso, ci assumeremo tutte le spese legali, incluse quelle procedurali, e non ti chiederemo alcun rimborso, anche in caso di esito negativo del procedimento.

Riceverai supporto costante da avvocati esperti nel settore, che ti terranno aggiornato sui progressi del tuo caso e lavoreranno per assicurarti il bonus di 500 euro che ti spetta per legge.

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Che cos’è l’autocertificazione per l’esenzione dal pagamento del contributo unificato?

L’autocertificazione per l’esenzione dal pagamento del contributo unificato è un modulo da compilare se il proprio reddito, sommato a quello dei familiari conviventi, non supera €38.514,03 per l’anno 2023 (come stabilito dal Decreto Interdirigenziale del 10/05/2023, pubblicato in G.U. n. 130 del 06/06/2023).

Questo modulo permette di evitare il pagamento del contributo unificato, che varia da €21,00 a €49,00 in base al valore della causa, ossia l’importo richiesto per il Bonus Carta Docente.

Per determinare se si ha diritto all’esenzione, è necessario considerare i redditi di tutti i familiari che convivono stabilmente con il richiedente.

Questo include non solo il coniuge e i figli, ma anche qualsiasi altra persona indicata nel certificato anagrafico dello stato di famiglia del richiedente.

È importante sottolineare che la convivenza è un requisito essenziale.

Se un familiare non è indicato nel certificato anagrafico o risiede stabilmente in un’altra abitazione per motivi di lavoro, non verrà considerato nel calcolo del reddito complessivo.

 

Documentazione necessaria per il ricorso

Per procedere con la presentazione del ricorso, è essenziale inviare i seguenti documenti:

  • Fotocopia della carta d’identità e del codice fiscale, o di un documento alternativo equivalente;
  • Copie dei contratti di lavoro a termine per gli anni di servizio per i quali si reclama il bonus della carta docente, oppure il Prospetto R1 fornito dal Ministero relativo al bonus richiesto;
  • Autocertificazione compilata per l’esenzione dal pagamento del contributo unificato.

 

Scadenza del diritto alla Carta docente

La prescrizione del diritto alla Carta docente avviene nei seguenti periodi:

  • Entro 5 anni dalla data di maturazione del diritto all’accredito per i docenti che sono ancora attivi nel sistema scolastico. Questo include i docenti inseriti nelle graduatorie per supplenze, quelli attualmente in ruolo o incaricati per supplenze temporanee.
  • Entro 10 anni per i docenti che, alla data di inoltro del ricorso, non fanno più parte del sistema scolastico.

 

 

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