ricorso accompagnamento

Come fare ricorso per l’accompagnamento

La tua domanda per l’accompagnamento è stata rigettata dall’Inps?

Affidati al nostro team di avvocati esperti in materia che ti forniranno il supporto legale per presentare ricorso e farti ottenere ciò che ti spetta.

 

 

Cosa è l’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento, istituita con una legge del 1980, è un beneficio destinato agli invalidi civili totali, ossia coloro che sono stati riconosciuti con un’invalidità totale e permanente del 100%.

Questa indennità viene concessa quando l’invalido, a causa di una minorazione fisica o psichica, si trova nell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o ha bisogno di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani.

Caratteristiche principali dell’indennità sono:

  • non è cumulabile con altre indennità simili erogate per cause di servizio, lavoro o guerra
  • non è subordinata a limiti di reddito
  • è indipendente dall’età del beneficiario
  • è indipendente dalla composizione del nucleo familiare dell’invalido
  • non è reversibile, quindi non si trasmette agli eredi dopo la morte dell’invalido
  • è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa.

 

Come fare ricorso per l’accompagnamento?

Potrebbe accadere che l’INPS respinga la domanda, non riconoscendo le condizioni per l’erogazione dell’assegno di accompagnamento.

In caso di parere negativo, è possibile presentare ricorso contro il verbale emesso dall’INPS.

Se il ricorso viene accolto, la persona invalida riceverà tutte le mensilità arretrate in un’unica soluzione, calcolate a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda iniziale.

Questo significa che, una volta vinto il ricorso, l’interessato otterrà non solo il riconoscimento dell’indennità, ma anche il pagamento retroattivo delle somme dovute.

Anche tu hai visto negare il tuo diritto a questo sostegno? Ci pensiamo noi a farti ottenere ciò che ti spetta!

 

La nostra assistenza

Sertic nasce con lo scopo di capire, ascoltare e risolvere i problemi che ogni giorno interrompono la serenità di cittadini.

Mettiamo a tua disposizione un supporto di alto livello grazie all’intervento di avvocati esperti in materia, che ti terranno costantemente informato sull’evoluzione della tua pratica.

Ci occuperemo di valutare la tua documentazione, inoltrare ricorso e farti ottenere l’indennità di accompagnamento che ti spetta.

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Non lasciare che l’ingiustizia ti privi dei tuoi diritti.

 

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Requisiti per l’indennità di accompagnamento

Per avere diritto all’indennità di accompagnamento, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • invalidità: essere riconosciuti invalidi civili con un’invalidità totale e permanente del 100%.
  • mobilità e assistenza: essere impossibilitati a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o avere bisogno di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita.
  • cittadinanza e residenza:
  • essere cittadini italiani, cittadini dell’ue residenti in italia, o cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno ce per soggiornanti di lungo periodo.
  • risiedere in italia.
  • ricovero: non essere ricoverati in strutture sanitarie con retta a carico dello stato o di altri enti pubblici, o in reparti di lungodegenza o riabilitativi (l’indennità continua invece ad essere corrisposta durante i periodi di ricovero per terapie contingenti).
  • l’indennità è concessa indipendentemente dall’età del beneficiario, dalle condizioni di reddito e dalla composizione del nucleo familiare.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 40 dell’11 marzo 2013 ha dichiarato illegittima la norma che subordinava la concessione dell’indennità ai cittadini extracomunitari al possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, rendendo così possibile l’accesso all’indennità anche per i cittadini extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia.

 

Indennità di accompagnamento per i minorenni

La Legge n.114/2014 ha apportato significative modifiche a favore degli invalidi minorenni.

Secondo questa legge, un minorenne che riceve l’indennità di accompagnamento non deve più presentare una nuova domanda all’INPS al compimento dei 18 anni.

Prima di questa riforma, al raggiungimento della maggiore età, il beneficiario non riceveva automaticamente alcuna prestazione economica.

Doveva infatti presentare una nuova domanda all’INPS per continuare a percepire l’indennità di accompagnamento o altre provvidenze economiche destinate agli adulti invalidi.

Grazie alla riforma, al compimento dei 18 anni, il minorenne continua a ricevere le prestazioni economiche previste per gli invalidi maggiorenni, senza ulteriori accertamenti sanitari e senza la necessità di presentare una nuova domanda.

 

 

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