contestazione di lavori non eseguiti a regola d’arte

Contestazione lavori non eseguiti a regola d’arte: cosa fare

Vuoi procedere con la contestazione di lavori non eseguiti a regola d’arte e cerchi assistenza?

Noi possiamo aiutarti.

 

 

Quando contestare i lavori non eseguiti a regola d’arte

Nel caso in cui si desideri contestare lavori eseguiti in modo non adeguato, l’appaltatore è considerato responsabile nei confronti del committente per eventuali imperfezioni o discrepanze nella prestazione.

Infatti, dopo il completamento dell’opera, l’appaltatore è tenuto a garantire l’assenza di gravi difetti, come previsto dall’art. 1669 c.c.

Qualora tali difetti siano riscontrati, l’appaltatore deve correggerli a sue spese o ridurre il prezzo originariamente concordato.

Inoltre, se le discrepanze o i difetti rendono l’opera completamente inadeguata al suo scopo, il committente ha il diritto di richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni per i lavori eseguiti in modo non idoneo.

 

Come contestare opere edili eseguite male?

La contestazione di lavori eseguiti in modo non conforme alle norme professionali può essere gestita utilizzando le garanzie previste dal Codice Civile.

Dopo aver individuato un difetto e averne ottenuto la conferma attraverso una perizia tecnica, ci sono 60 giorni per contestarlo, seguiti da altri due anni per intraprendere azioni legali.

Per i difetti strutturali, il periodo per contestarli è di un anno, seguito da un ulteriore anno per intraprendere azioni legali.

Se ti trovi in questa situazione, puoi fare affidamento su di noi per risolvere la questione.

 

Come ti aiutiamo a contestare lavori eseguiti non a regola d’arte

Comprendiamo appieno le sfide che incontri nel far valere i tuoi diritti.

Siamo qui per ascoltarti e alleviare il peso delle tue preoccupazioni.

Con passione e competenza, ci impegniamo per aiutarti.

Grazie a noi otterrai:

  • una riduzione del prezzo
  • la risoluzione del contratto
  • il risarcimento dei danni

Ti offriamo un supporto qualificato, con avvocati specializzati che ti terranno aggiornato sul progresso della pratica e lavoreranno a tuo favore.

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Chi paga in caso di contestazione opere edili?

Quando si ingaggia un professionista o un’impresa edile, è fondamentale ottenere garanzie adeguate.

È consigliabile effettuare il pagamento solo al completamento del lavoro, evitando acconti che potrebbero tradursi in perdite economiche in caso di insoddisfazione o esecuzione difettosa.

Il Codice Civile permette di applicare l’”eccezione di inadempimento” e trattenere i pagamenti se il risultato non è conforme alle aspettative.

Tuttavia, è cruciale poter dimostrare che l’errore commesso compromette seriamente l’utilità del lavoro svolto.

È importante avere fiducia nel professionista, ma è altrettanto essenziale conoscere le proprie opzioni qualora il risultato non sia all’altezza delle aspettative.

Noi siamo qui per aiutarti in queste situazioni.

 

Che responsabilità ha appaltatore per lavori eseguiti male?

L’appaltatore è tenuto a rispondere al committente per qualsiasi difetto o non conformità nell’esecuzione del lavoro, anche se causati dal subappaltatore.

Al termine dei lavori, è suo dovere assicurare che l’opera sia priva di difetti significativi e conforme agli standard richiesti, sebbene il contratto possa specificare diversamente le condizioni di garanzia.

L’appaltatore rimane responsabile in varie circostanze, tra cui:

  • per difetti minori, salvo diversa disposizione contrattuale
  • per lavori realizzati seguendo progetti di terze parti, che devono comunque rispettare le norme professionali
  • per interventi eseguiti sotto la diretta influenza del committente, purché sia garantita all’appaltatore una certa autonomia decisionale
  • per difetti derivanti da errori progettuali o di supervisione, a meno che l’appaltatore non abbia tempestivamente segnalato il problema al committente, manifestando formalmente il proprio dissenso.

Se ti trovi in una situazione del genere e necessiti di assistenza, siamo qui per aiutarti.

 

Contro chi procedere per contestare lavori fatti male?

In generale, quando si contestano difetti o non conformità nell’opera, l’azione legale è rivolta principalmente contro l’appaltatore.

Tuttavia, possono essere coinvolti anche altri soggetti, come il progettista, se i difetti sono causati da errori nella progettazione, e il direttore dei lavori, se la mancata osservanza delle norme professionali è dovuta alla sua negligenza o alla mancata supervisione dell’esecuzione dell’opera da parte dell’appaltatore.

Il committente ha il diritto di intraprendere azioni legali contro uno qualsiasi di questi soggetti per ottenere il risarcimento dei danni subiti, avendo anche la possibilità di richiedere ulteriori risarcimenti al responsabile.

Solo il proprietario dell’immobile, o l’amministratore del condominio su delega dell’assemblea e/o i singoli condomini, possono avviare azioni legali contro tali soggetti. Se desideri procedere, puoi contare su di noi per assisterti.

 

Quali sono i termini per contestare i lavori non a regola d’arte?

Quando un committente rileva che l’opera realizzata non rispecchia il progetto convenuto o mostra difetti, deve notificarlo all’appaltatore entro 60 giorni dal momento in cui ne prende consapevolezza e dispone di due anni per avviare un’azione legale. Quest’obbligo di comunicazione si applica ai difetti che non sono immediatamente riconoscibili al momento della consegna, a differenza di quelli evidenti che devono essere segnalati durante la verifica o il collaudo dell’opera.

Non è necessario informare l’appaltatore dei difetti se questi ne è già a conoscenza, se ha tentato di occultarli o se ha agito in malafede celando la loro esistenza.

Il termine per la segnalazione comincia non al manifestarsi del difetto, ma quando il committente ne capisce completamente le cause e le conseguenze, spesso dopo un’analisi tecnica.

In un contesto condominiale, il periodo per segnalare inizia quando i difetti sono oggetto di discussione in assemblea, a prescindere dall’esecuzione di ulteriori indagini tecniche.

normative valgono sia che il committente intenda richiedere la risoluzione del contratto, sia che voglia un risarcimento per i danni subiti.

 

Come si calcola il risarcimento dei danni?

Per stabilire il risarcimento dovuto, è fondamentale che il committente sia compensato in modo da ripristinare la situazione economica che avrebbe avuto se l’appaltatore non avesse commesso l’inadempimento.

Questo risarcimento può essere determinato considerando il costo necessario per correggere i difetti o le non conformità, oppure valutando l’impatto di tali difetti sul compenso originariamente concordato.

Questo principio vale anche nel caso in cui il committente cerchi solo un risarcimento, il quale solitamente comprende il rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione dei lavori di riparazione affidati a terzi.

 

 

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